Progetto Controesodo

Greenbusiness
Maggio 2013


.In un contesto in cui, complice la crisi, la circolazione dei talenti continua a crescere, l’Italia rappresenta un gap di attrazione: per ogni sei talenti che partono, ne arrivano cinque. Stime su dati Ocse quantificano in almeno 300 mila i talenti italiani laureati espatriati, ma c’è la certezza che i numeri siano superiori: dati dell’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) rivelano, infatti, che sui circa 4 milioni di iscritti sulle loro liste di cittadini all’estero, circa la metà sono nati in Italia. Nell’attuale scenario di mercato globale diversi possono essere i fattori utili alle aziende italiane a fare la differenza. Uno di questi? Disporre di un management anche internazionale, che abbia maturato esperienze professionali e di studio in paesi differenti e che sia in grado di rivitalizzare l’economia del Paese, contribuendo alla crescita della competitività delle aziende stesse. È in questo scenario che rientra il progetto Controesodo, nato dall’idea di Guglielmo Vaccaro e Alessia Mosca, per promuovere e agevolare il rientro di risorse qualificate in Italia. Da esso, il varo della legge 238/2010 “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia” fruibile attraverso l’applicazione  di significative agevolazioni fiscali (sotto forma di una riduzione del reddito imponibile pari all’80% del reddito per le lavoratrici e al 70% del reddito per i lavoratori). La norma (sottoscritta da deputati di entrambi gli schieramenti e votata da tutte le rappresentanze politiche) rappresenta la prima delle  proposte del Progetto Controesodo per favorire un’azione di sensibilizzazione in Parlamento e nella  Pubblica opinione sulla possibilità di rientro di talenti in Italia.

Patrizia Fontana, partner di Controesodo ha creato un osservatorio che permette di monitorare i potenziali  candidati che vorrebbero rientrare in Italia, al fine di creare una relazione con le organizzazioni che possono essere interessate al loro profilo professionale e manageriale, così da unire domanda e offerta e creare un circolo virtuoso, che basi la propria attendibilità e concretezza su progetti ad hoc costruiti sulla base delle specifiche esigenze delle singole organizzazioni. In questo quadro nasce l’iniziativa non profit, la Fonderia dei Talenti, costituita proprio allo scopo di connettere i manager all’estero con le aziende in Italia. In autunno sarà lanciata una piattaforma online gratuita per permettere a questa tipologia di utenti sia di rendersi visibile tramite geolocalizzazione, sia di poter caricare i loro dettagli personali (incluso il curriculum vitae). Le aziende italiane interessate potranno accedere a questo patrimonio di informazione in un’ottica di assunzione di tali profili in Italia, o nelle country dislocate nei vari paesi.

La Fonderia dei Talenti non si pone in concorrenza a LinkedIn (in quanto esso non segnala se il talento sia interessato al rientro in Italia) oppure a cacciatori di teste (in quanto si tratterà di una ricerca  ‘disintermediata’). Lo scopo è piuttosto facilitare la rintracciabilità dei talenti espatriati e renderli visibili alle aziende o investitori in Italia (nel caso vogliano cimentarsi in iniziative imprenditoriali) per facilitarne il rientro. Le aziende, oltre a poter filtrare i candidati sul database secondo alcuni parametri e contattarli possono segnalare sul portale posizioni disponibili e ricevere manifestazioni di interesse. La Fonderia sarà un utile strumento per favorire esperienze  manageriali all’estero e nel portare know how nel nostro paese, se tutti ci impegniamo a utilizzare questo piccolo grande tool.


Patrizia Fontana
e-mail  
p.fontana@carterbenson.com
www.lafonderia.org