Tendenze dei prezzi nel mercato dei beni di consumo

Il 2013 si è caratterizzato per uno scenario di graduale recupero del ciclo economico su scala globale. A questo risultato si è giunti grazie alla graduale distensione delle tensioni accumulate sul fronte delle quotazioni delle materie prime.

Alla discesa dell’inflazione ha contribuito anche la componente energetica del paniere per effetto della riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti e delle tariffe dell’energia elettrica e del gas naturale.

Spinta decisiva al raffreddamento dell’inflazione viene anche dai servizi e dall’alimentare, nonostante si sia assistito ad una tendenza alla normalizzazione dei prezzi al dettaglio dei generi ortofrutticoli freschi, sollecitati nel corso della stagione primaverile dai forti rincari prodotti dal maltempo.

Nei mesi estivi, inoltre, è stato evidente il rallentamento dell’inflazione alimentare alla produzione: a settembre l’Osservatorio “Prezzi e mercati” di Indis-Unioncamere registra per il paniere integrato di 46 prodotti una variazione in aumento inferiore al 2% su base annua, con una flessione di oltre un punto percentuale rispetto ai primi mesi del 2013.

Ancora una volta, gli elementi di maggiore preoccupazione provengono dall’andamento dei prezzi del settore delle tariffe pubbliche (in particolare dai corrispettivi dei servizi pubblici locali):  sotto tensione l’acqua potabile ed i rifiuti urbani, per via dell’entrata in vigore del nuovo tributo di competenza comunale (la Tares), che produrrà un aggravio di spesa per famiglie e PMI.

Nel complesso, la dinamica autunnale evidenzia un consolidamento nel raffreddamento dell’inflazione in atto dalla fine dello scorso anno: a novembre il tasso di variazione tendenziale per l’intero paniere dei prezzi al consumo si è confermato sotto il punto percentuale (0.7%).

Si tratta di un esito non atteso, considerato che il 1° ottobre è scattato l’adeguamento sull’aliquota ordinaria dell’Iva (il secondo in due anni), che è passata dal 21% al 22%. L’aumento IVA non è stato traslato al consumo, in considerazione della debolezza della domanda interna e grazie alla scelta degli operatori di comprimere i propri margini commerciali.

In questo contesto, il rallentamento della dinamica inflativa sta restituendo potere d’acquisto alle famiglie: ciò potrebbe porre le basi per un lievissimo consolidamento dei consumi. Più probabile a partire dalla seconda metà del 2014, dovrebbe privilegiare innanzitutto i beni durevoli, dal momento che dopo un lungo ciclo di pesante riduzione degli acquisti, è ragionevole attendersi una ripresa della domanda di sostituzione per questi beni.

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